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Attacchi Ransomware: Ecco cosa sono e come difendersi efficacemente

attacchi ransomware: ecco cosa sono e come difendersi

Proteggersi da ransomware: guida completa alla prevenzione


Nell’era digitale moderna, gli attacchi ransomware sono diventati una delle principali minacce informatiche, con conseguenze potenzialmente devastanti sia per Aziende, che per Pmi r Privati.

Questa tipologia di attacchi informatici, vengono considerati malware progettati per criptare i dati e renderli inaccessibili, spesso accompagnati da una richiesta di riscatto in criptovalute per il ripristino delle informazioni.

Devi sapere che il termine “Ransom” deriva dall’inglese e significa “riscatto”, più avanti nell’articolo troverai un’immagine che mostra come una richiesta di riscatto sia stata inoltrata a un’azienda di Vicenza.

Gli attacchi ransomware non solo causano interruzioni operative, ma possono anche compromettere la reputazione e la fiducia di clienti, partner e fornitori, causando un problema particolarmente grave per le piccole e medie imprese, che spesso non dispongono di risorse sufficienti per affrontare tali emergenze.

Un esempio significativo è l’attacco ransomware WannaCry del 2017, che ha colpito oltre 200.000 sistemi in 150 paesi, paralizzando ospedali, aziende e istituzioni pubbliche ( a questo link troverai l’articolo pubblicato anche dall’ autorevole fonmte di cybersecurity360 ) .

La lezione appresa da questi episodi è chiara: la prevenzione è la chiave per difendersi da queste minacce.


Ransomware cos’è: spiegazione semplice di cosa sono e come funzionano


Per proteggersi in modo efficace da questo brutale attacco informatico, è prima di tutto importante capire bene cosa sono i ransomware e come operano.

Esistono principalmente due tipi di ransomware:

  • Locker ransomware, che blocca l’accesso al sistema operativo, impedendo all’utente di utilizzare il dispositivo colpendo tutte le funzioni di base.
  • Crypto ransomware, blocca l’accesso ai file crittografandoli, rendendoli inutilizzabili senza una specifica chiave per sbloccarli.


Una volta infettato un sistema, il ransomware inizia rapidamente a criptare file sensibili come documenti, foto o database.

Ecco che successivamente, viene visualizzata una richiesta di riscatto, spesso accompagnata da un conto alla rovescia per aumentare la pressione sull’utente.

E’ importante che tu sappia che i pirati informatici utilizzano canali di pagamento difficili da tracciare, come le criptovalute, per rendere complessa la loro cattura e conseguente arresto.


Ransomware come si manifesta: le 3 fasi!

1- Infezione: il malware penetra nel sistema attraverso vettori come email di phishing, download da siti non sicuri o vulnerabilità del software

2- Crittografia: una volta eseguito, il ransomware inizia a crittografare i file dell’utente, rendendoli inaccessibili.

3- Richiesta di riscatto: viene visualizzato un messaggio che informa l’utente dell’infezione e richiede il pagamento di un riscatto, spesso in criptovalute, per ottenere la chiave di decrittazione.

Un recente studio di Sophos ha evidenziato che il 76% delle aziende colpite da ransomware ha subito interruzioni operative significative, con costi di ripristino che spesso superano il valore del riscatto richiesto.


Ransomware come si prende:i metodi di diffusione più comuni

attacco ransomware

I ransomware si propagano utilizzando diversi canali, approfittando sia di falle tecniche nei sistemi che di errori commessi dagli utenti.

Tra i metodi più comuni troviamo:


Email di phishing

Messaggi ingannevoli che inducono l’utente ad aprire allegati infetti o a cliccare su link malevoli.


Download da siti non sicuri

Software piratati o scaricati da fonti non affidabili possono contenere ransomware nascosti.


Vulnerabilità software

Sistemi operativi o applicazioni non aggiornate possono essere facilmente sfruttati dagli attaccanti.


Dispositivi USB infetti

Chiavette o altri supporti di memoria compromessi possono introdurre il malware nel sistema.


Ti porto un esempio concreto, ovvero l’attacco ransomware Petya del 2016 si è diffuso tramite un aggiornamento infetto di un software contabile molto usato in Ucraina, dimostrando come anche canali apparentemente legittimi possano essere sfruttati.


Esempio di Attacco Ransomware

ecco la foto che dimostra la richiesta del pagamento di un riscatto ransomware

Nella foto sopra puoi vedere l’avviso inviato dal cybercriminale all’azienda di Vicenza, con cui comunica che i dispositivi (PC, computer, notebook) e tutti i dati al loro interno sono stati sequestrati e resi inaccessibili, accompagnando il tutto con una richiesta di riscatto.

Pensa che l’attacco Malware era così ben fatto, che la polizia postale ha consigliato di pagare il riscatto perchè non vi era verso di recuperare i dati bloccati.

Ovvio che i dati andavano recuperati per forza, altrimenti a ruota si sarebbero abbattute sull’azienda un sacco di problematiche quali:

  • Blocco aziendale e conseguente Business che non poteva procedere con il lavoro
  • Garante Privacy che avrebbe esposto denuncia per la perdita dei dati dei clienti
  • Esborso economico molto alto e tempistiche lunghe, per il ripristino base del sistema informatico aziendale, un vero disastro!!


Vuoi sapere l’ammontare del riscatto?

Circa 6000€ in Bitcoin ( pure il disagio di dover cambiare i soldi in bitcoin ) che ovviamente stavano bene nelle ” tasche ” aziendali.

A questo punto però, bisogna augurarsi che la situazione non peggiori ulteriormente, ad esempio con un intervento del Garante della Privacy per richiedere risarcimenti legati alla perdita di dati, o con l’arrivo di nuovi malware. Ricorda che una volta che il sistema è stato compromesso, infatti, i cybercriminali potrebbero continuare ad accedervi liberamente, a meno che non si adottino misure efficaci per bloccarli l’accesso continuo al tuo sistema informatico.

Il modo più efficace per evitare che succeda di nuovo è avere qualcuno che controlli davvero l’informatica aziendale ogni giorno. È quello che fa il Metodo Blindato di AllsafeIT.


Evoluzione degli attacchi ransomware: ecco le tecniche più avanzate

Negli ultimi anni, i ransomware hanno subito un’evoluzione significativa, adottando strategie sempre più sofisticate per compromettere le difese aziendali. I cybercriminali, operando con una mentalità simile a quella delle aziende legittime, investono in ricerca e sviluppo per affinare le loro tecniche. Questo ha portato a un aumento degli attacchi mirati e a una diversificazione dei metodi utilizzati.

Vediamone alcune:


Attacchi mirati e aumento delle richieste di riscatto

In passato, i ransomware erano spesso distribuiti in modo indiscriminato, colpendo un’ampia gamma di vittime con richieste di riscatto relativamente basse. C’è da dire però, che recentemente si è assistito a un cambiamento verso attacchi più mirati. I criminali informatici conducono ricerche approfondite sulle loro vittime, utilizzando tecniche di Open Source Intelligence (OSINT) per raccogliere informazioni dettagliate.

Questa preparazione consente loro di identificare punti deboli/falle nelle reti aziendali, disattivare le protezioni esistenti ( attenzione che se hai una protezione informatica consolidata come un Firewall professionale aziendale è molto difficile che si intromettano nei tuoi computer ) e massimizzare l’impatto dell’attacco.

Questo approccio ha portato a un aumento significativo delle somme richieste come riscatto. Secondo il “Unit 42 Ransomware Threat Report 2021” di Palo Alto Networks, il riscatto medio pagato è passato da 115.123 dollari nel 2019 a 312.493 dollari nel 2020, registrando un incremento del 171% anno su anno. Nel 2021, la società ACER, uno dei maggiori produttori mondiali di computer, ha subito una richiesta di riscatto record di 50 milioni di dollari.


Modalità chiamata ” doppia estorsione ” (double extortion)

Una delle tecniche più preoccupanti emerse è la “doppia estorsione”.

In questo scenario, oltre a criptare i dati della vittima, i pirati informatici minacciano di divulgare informazioni sensibili se il riscatto non viene pagato ( come l’esempio descritto sopra ). Questo metodo aumenta la pressione sulle vittime, poiché la perdita di dati riservati può comportare gravi danni reputazionali e legali.

Ad esempio, il gruppo ransomware Maze è noto per aver adottato questa tattica, pubblicando dati rubati su siti web pubblici per costringere le vittime al pagamento.


Utilizzo della modalità provvisoria di windows

Alcuni ransomware sfruttano la modalità provvisoria di Windows per eludere le misure di sicurezza. Riavviando il sistema infetto in modalità provvisoria, vengono disattivati molti software di sicurezza, facilitando il ” lavoro ” del malware.

Questa tecnica consente al ransomware di operare senza ostacoli, aumentando la potenza dell’attacco.


Esecuzione tramite macchine virtuali ( creazione di un ” Pc ” con sistema informatico all’interno del tuo computer )

Un’altra strategia avanzata prevede l’esecuzione del ransomware all’interno di una macchina virtuale (VM) creata sul dispositivo della vittima.

Praticamente il ransomware configura una macchina virtuale all’interno del dispositivo infetto. Ecco che questa ” macchina ” opera come un computer virtuale separato, isolato dal sistema principale.

Questa tipologia di approccio consente al malware di operare in un ambiente isolato, rendendo più difficile il rilevamento del ” super virus ” da parte dei software di sicurezza. Ad esempio, il ransomware chiamato Ragnar Locker è noto per aver utilizzato questa tecnica, installando una ” Macchina Virtuale leggera “( intendo ottimizata per consumare poche risorse al sistema informatico principale ) priva per eseguire il malware senza essere individuato.


Protezione Ransomware: le regole per difendersi da questi terribili Malware


Ecco alcune pratiche essenziali per proteggersi dai ransomware

Proteggersi dai ransomware richiede un approccio combinato che unisca tecnologie avanzate a comportamenti responsabili. Alla base di tutto, ci sono sempre le strategie di prevenzione che devono essere mirate a ridurre sia i rischi tecnici che quelli legati all’errore umano, garantendo una protezione completa e affidabile per i dati aziendali.

Vediamo alcune delle migliori pratiche da adottare..


Effettuare backup regolari

  • Creare backup frequenti è una delle difese più efficaci contro i ransomware.

    Salvare i dati su supporti esterni, come dischi rigidi che non sono connessi a internet o su servizi cloud sicuri garantisce che, in caso di attacco, sia possibile ripristinare le informazioni senza pagare il riscatto.

    È importante che i backup non siano continuamente connessi al sistema principale per evitare che vengano crittografati e quindi ” infettati ” durante un attacco. Ad esempio, molte aziende programmano backup giornalieri automatici su sistemi protetti da accessi non autorizzati.


Mantieni i software aggiornati

  • Aggiornare regolarmente software e sistemi operativi è essenziale per chiudere le vulnerabilità che i cybercriminali sfruttano per penetrare nei sistemi. Gli aggiornamenti, noti anche come patch di sicurezza, correggono eventuali punti deboli presenti nei programmi. Attacchi noti come WannaCry ( citato sopra ) sono stati resi possibili da sistemi che purtroppo non erano aggiornati, e ciò evidenzia l’importanza di questa pratica.


Formazione del personale

  • Educare i dipendenti è cruciale per ridurre il rischio di errori umani, spesso responsabili di molte infezioni da ransomware.

    E’ importante organizzare dei percorsi di formazione, così che il dipendente o collaboratore impari a riconoscere email di phishing, link sospetti e allegati potenzialmente dannosi.

    Ad esempio, simulazioni di attacchi informatici possono aiutare il personale a identificare e bloccare tentativi di phishing prima che diventino un problema reale.


Utilizzare strumenti di sicurezza avanzati

  • Soluzioni tecnologiche come firewall avanzati, antivirus aggiornati e software antimalware rappresentano una certezza nella protezione informatica. Questi strumenti analizzano costantemente il traffico di rete e i file, bloccando eventuali minacce prima che possano causare danni.

    Ad esempio, antivirus EDR come quello offerto da WhatchGuard, offre funzionalità specifiche in continuo aggiornamento, che rilevano e neutralizzano anche i ransomware più terribili.


Limitare i privilegi di accesso

  • Applicare il principio del least privilege access aiuta a minimizzare il potenziale impatto di un attacco ransomware.

    Ogni utente dovrebbe avere accesso solo ai dati e alle risorse necessarie per svolgere il proprio lavoro. Questa pratica è molto importante perchè limita la capacità del ransomware di propagarsi attraverso la rete aziendale, proteggendo file sensibili e aree critiche del sistema.


Ransomware Soluzioni: suggerimenti aggiuntivi per rafforzare la sicurezza aziendale

regole di sicurezza informatica aziendale per protezione da ransomware

Devi sapere, che oltre alle pratiche di base da adottare che ti ho descritto sopra, ci sono metodi di protezione meno comuni ma estremamente efficaci per migliorare ancora di più, la protezione contro i ransomware, qui sotto ti scrivo alcune regole che ti fanno dormire sogni tranquilli.


Ecco 7 sistemi di protezione che fortificano la tua difesa dai Ransomware


1- Implementare la segmentazione della rete: Separare le reti interne in segmenti isolati limita la diffusione del ransomware in caso di infezione. Ad esempio, le reti utilizzate dai dipendenti non dovrebbero essere collegate direttamente ai server critici.

2- Monitoraggio continuo dei comportamenti: Soluzioni basate sull’intelligenza artificiale possono analizzare le attività del sistema in tempo reale, rilevando comportamenti anomali che potrebbero indicare un’infezione.

3- Politiche di blocco eseguibili non autorizzati: Configurare i sistemi per impedire l’esecuzione di programmi non verificati o scaricati da fonti sconosciute riduce drasticamente il rischio di infezione.

4- Isolamento di endpoint sospetti: In caso di attività anomala, i dispositivi sospetti possono essere automaticamente scollegati dalla rete per prevenire ulteriori danni.

5- Collaborazione con consorzi di sicurezza informatica: Aderire a iniziative come il progetto No More Ransom offre accesso a risorse di decrittazione e strumenti di prevenzione aggiornati.

6- Non aprire mai Mail sospette o strani allegati

7- Fai molta attenzione alle Mail che arrivano da Indirizzi che conosci molto bene e con cui ti scrivi spesso, come Banche, Fornitori ecc. , perchè potrebbero essere stati hackerati secondo una modalità di falsificazione chiamata “spoofing ” .

Concludendo, in questo mio articolo di blog ho voluto spiegarti cosa sono i Ransomware e quali sono i metodi di prevenzione e di difesa da questi terribili attuali Malware che stanno causando molti problemi alle aziende che vengono attaccate.

Se sei già stato colpito da un ransomware e hai bisogno di un intervento immediato, vedi come interveniamo.

Per qualsiasi altro dubbio sulla protezione della tua azienda, sarò felice di offrirti una consulenza gratuita.

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